PIL nominale e reale

Definizione rigorosa
P.I.L.= Prodotto Interno Lordo, l’insieme di tutti i beni e servizi finali prodotti all’interno di un Paese in un determinato periodo di tempo.
Cos’è il Pil?
Eccoci qui, con il primo grande affanno quotidiano, il Pil! Misura la crescita di un Paese, e ogni giorno Ministri, Presidenti e Commissioni lottano per strappare un +0,..% rispetto all’anno precedente!
Ma perché? Cos’è in realtà questo Pil? E perché dovrebbe determinare o meno la nostra crescita?
Partiamo dalla definizione e analizziamo le parole.
Beni e servizi finali: si intendono tutti i beni finali scambiati in un determinato Paese. La parola “FINALI” semplicemente ci dice che i beni non vengono conteggiati due volte! E così, se abbiamo un’azienda che produce auto, non andremo a conteggiare le 4 ruote, il motore, le portiere, le viti! Si prenderà solo il valore dell’auto nel suo complesso. Se però un’azienda produce ruote, ovviamente, il suo prodotto finale saranno proprio le ruote
Prodotti all’interno: con queste parole si intende che i beni da conteggiare sono quelli prodotti nei CONFINI TERRITORIALI di un determinato Paese. Non ci interessa chi li produce, ma DOVE li produce. E quindi, se prendiamo un’azienda italiana che produce in Cina, i beni prodotti andranno nel Pil cinese, viceversa, un’azienda multinazionale che produce in Italia, aumenterà il PIL dell’Italia.
Determinato Periodo di tempo: beh anche questo è ovvio. Ogni misura, per essere confrontabile, deve riferirsi a un periodo di tempo. Per il PIL, generalmente, giornali e tv, si riferiscono a un anno o un trimestre.
Ma a questo punto la domanda viene spontanea..ma come si farà a conteggiare contemporaneamente prodotti (e addirittura servizi) così diversi tra loro? Come faccio a contare insieme computer e zappe? Auto e scarpe da running? Pillole per dimagrire e ottima soppressa calabra? Risposta semplice, trattiamo di economia, misuriamo tutto in SOLDI!
Immaginiamo che ci siano tanti signori (immaginiamo dell’Istat) che, nel 2016, vadano di luogo in luogo a contare quanti prodotti ci sono di un determinato bene (prendiamo 10 mele), e ne rilevano il prezzo (es. 1€), e poniamo che lo facciano per tutti i beni (20 arance 2€, 6 pere 1,5 €). Se “territorio” considerato ha solo queste produzioni e, i beni considerati sono tutti “beni finali” (nessuno fa succhi di frutta ma i frutti vengono mangiati così come sono), otteniamo che:
prezzo            quantità          valore
MELE              1                     10                   10
ARANCE         2                     20                   40
PERE               1,5                  6                     9
PIL NOMINALE
Allora quello che viene detto PIL NOMINALE sarà dato dalla somma dei tre valori:
PIL NOMINALE= 10+40+9=59€
Questa misura però, a dirla tutta, è poco utile.
Immaginiamo infatti che nel 2017, ahimè, tutti i prezzi raddoppiano, ma le quantità rimangano esattamente le stesse, ci troveremmo un PIL NOMINALE di 118€. I Ministri della nostra semplice (e agricola J ) nazione immaginaria sarebbero fieri di mostrare al popolo che nel loro anno di Governo il Pil è aumentato del 200%! Una crescita spaventosa, più soldi per tutti!..Eppure i cittadini, stranamente sarebbero decisamente inca***ti per un aumento vertiginoso dei prezzi! Altro che PIL nominale!
In realtà, infatti, i famosi signori che calcolano il PIL a questo ci hanno già pensato e quindi, ogni volta che sentite e vedete cifre statistiche sul PIL, state vedendo quello che viene detto PIL REALE. Questo PIL è calcolato con le quantità che cambiano di anno in anno, ma i prezzi sono riferiti sempre a uno STESSO ANNO. Pertanto, se nel nostro esempio, l’anno di riferimento era il 2016, e nel 2017 le quantità erano uguali a quelle del 2016, il PIL REALE sarebbe sempre e comunque pari a 59€ perché calcolato con i prezzi del 2016 e non con quelli (raddoppiati) del 2017.
Per schematizzare:
2016 (riferimento)                                        2017
prezzo            quantità          valore              prezzo            quantità          valore
MELE              1                     10                   10                   2                     10                   20
ARANCE         2                     20                   40                   4                     20                   80
PERE               1,5                  6                     9                     3                     6                     18
PIL nomin.      10+40+9= 59                      20+80+18= 118
PIL reale          10+40+9= 59                      10+40+9= 59
Siamo arrivati alla fine, ora sapete perché è importante che aumentino le quantità prodotte affinchè si abbiano più aziende, posti di lavoro e quindi si possa dire che “il Paese sta crescendo”.
Svantaggi del Pil
Chi è arrivato a questo punto, ha afferrato i principi del calcolo del PIL, è già in grado di capire l’importanza che tutti danno a questo Prodotto Interno Lordo. Ma c’è qualcosa che sfugge,…qualcosa che ci fa dubitare dell’affidabilità di questo calcolo. In effetti, qualcosa c’è.
Innanzitutto nel calcolo del PIL rientrano SOLO i beni (e servizi) che PASSANO DAL MERCATO. Ciò significa che vanno persi due grandi “fonti di produzione”:
-l’autoconsumo: il buon orticello sotto casa, ad esempio, potrebbe non far dormire la notte chi vuole stimare per bene il PIL. Se coltivo frutta e ortaggi, e mangio tutto con la mia famiglia, il massimo che potrebbe essere transitato per il mercato sono i semi che ho piantato, ma è ben poca roba rispetto al valore di un ortaggio completo!
-il sommerso: attività illecite ed evasione, per definizione, non passano dal “mercato ufficiale”, ragion per cui sarebbe veramente difficile farne una stima mensile, trimestrale o annuale!
Immaginate che quest’ultimo aspetto, è così rilevante, che ultimamente si parlava di “correggere” il Pil italiano andando a stimare quanto è illecito e non passa dal mercato!
Un altro fattore da considerare è che il Pil non fa distinzione tra produttori e consumatori, pertanto non può essere considerato l’unico elemento per determinare “la ricchezza di un Paese”. E’ sicuramente vero, infatti, che vengono considerate tutte le produzioni interne al Paese, ma non è detto (soprattutto in questi anni) che quanto prodotto venga poi consumato all’interno della stessa nazione e se, quanto guadagnato da produzione e vendita, è equamente distribuito tra i cittadini. Per essere più corretti, soprattutto se si vogliono fare confronti internazionali, ad indicatori come il Pil si dovrebbero affiancare importazioni ed esportazioni (per sapere quanto viene consumato internamente) e vari indici di distribuzione della ricchezza (che dicano, oltre il dato aggregato, se il Pil è distribuito su una vasta fascia della popolazione o su pochi grandi ricchi).
Detto ciò chiudiamo qui il discorso sul Pil. Per eventuali approfondimenti non c’è che da chiedere o gironzolare tra internet e libri per informarsi.
P.S. Se avete domande, correzioni, richieste specifiche o voglia di collaborare scrivete alla mail: [email protected]
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